Custodi di poesia e spiritualità

L’antico Convento del Santo di Assisi custodisce da secoli, all’interno della storica Biblioteca, le testimonianze più preziose e rare della scrittura francescana, capolavori di squisita sensibilità letteraria e altissima spiritualità.

A Scrinium, la Custodia Generale ha deciso di affidare un’impresa di grandissimo valore culturale e un servizio di speciale utilità: la realizzazione di un clone perfetto della Solet Annuere, la lettera bollata con la quale papa Onorio III nel 1223 conferma la Regola dei Frati minori, e la riproduzione accurata degli unici due autografi superstiti di san Francesco, reliquie veneratissime esposte nella Basilica Inferiore di Assisi e nel Duomo di Spoleto.

Da questa delicata e complessa operazione di rilievo condotta direttamente sui preziosi manoscritti, tratti dai luoghi di esposizione, nasce l’opera Sacra Vestigia – Francesco d’Assisi, con la rigorosa curatela della Società internazionale di Studi francescani e il contributo di eminenti studiosi di quella istituzione.

Parte del ricavato delle vendite degli esemplari, numerati e certificati dal Padre Custode e dall’Arcivescovo di Spoleto - Norcia, è destinato da Scrinium al restauro di manoscritti del Sacro Convento a cura dei monaci dell’Abbazia di Praglia.

Il Sacro Convento

Cuore e rifugio della spiritualità francescana

Il Sacro Convento di San Francesco in Assisi sorge accanto all'omonima Basilica, voluta e inaugurata nel 1228 da papa Gregorio IX immediatamente dopo la canonizzazione del Santo di Assisi. Secondo alcune fonti del ‘400, l’attributo di “sacro” si deve al fatto che, nel 1253, il convento sarebbe stato consacrato, insieme alla Basilica, da Innocenzo IV.

La legislazione dell'Ordine riconosce al Sacro Convento «altissima dignità, essendo affidato alla sua custodia l'insigne santuario nel quale riposa lo stesso Serafico Padre», centro della spiritualità dell'Ordine stesso.

Dal 2000 il complesso monumentale della Basilica e del Sacro Convento, come altri siti francescani presenti nella stessa area, compare nella Lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

La Biblioteca

La biblioteca del Sacro Convento di Assisi si è costituta sin dal 1230 come biblioteca funzionale alla comunità francescana insediatasi nella primitiva abitazione che veniva sorgendo a ridosso dell'imponente basilica in cui erano già state collocate le spoglie di S. Francesco.
Gli studiosi sono ormai concordi nell’affermare che nel Sacro Convento fu attivo uno scriptorium che realizzò innanzitutto manoscritti liturgici e omiletici destinati al culto ed all’attività pastorale e nel contempo manoscritti biblici, filosofici e teologici destinati allo studio.

La ricchezza e l'importanza del patrimonio bibliografico e documentale di questa biblioteca hanno già offerto materia ad una nutrita letteratura storico artistica e scientifica sulle sue vicende, le miniature, i testi e la loro tradizione, il fondo musicale manoscritto e a stampa, e gli incunaboli. Il primo documento che faccia espresso riferimento alla biblioteca è una lettera del notaio pontificio Benedetto Caietani (poi Bonifacio VIII), databile agli anni 1260-1265.

Attualmente la biblioteca del Sacro Convento contiene oltre 151.000 volumi, di cui i manoscritti medioevali costituiscono il nucleo più prezioso.
Degli oltre 40 manoscritti del sec. XII, oggi ne restano soltanto 27. Degli originari 1200 codici medioevali ne sono giunti a noi complessivamente 709, di cui una settantina con lettere miniate o filigranate. A questi vanno aggiunti 304 manoscritti moderni (successivi al sec. XVI) e 39 manoscritti pervenuti in età recente. Gli incunaboli posseduti sono attualmente 358. Le cinquecentine superano le 3.200 unità, mentre i libri del sec. XVII sono circa 13.000. Il fondo musicale, fra i più ricchi delle biblioteche francescane, conta 5.000 manoscritti e 6.200 fra testi didattici, storico-letterari e partiture. Sempre nell'ambito della biblioteca è conservato l' Archivio storico della Basilica e del Sacro Convento, importante in modo particolare per il copioso fondo diplomatico.

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