La biblioteca sognata dal Petrarca

Splendore della Serenissima Repubblica di Venezia

 

La Biblioteca nazionale Marciana è una delle più grandi biblioteche italiane e la più importante di Venezia. E’ un’istituzione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

La nascita di una "pubblica libreria" a Venezia fu fortemente incoraggiata da Francesco Petrarca, che però non riuscì a vederne la realizzazione. Nel maggio 1468 il cardinal Bessarione donò alla Repubblica di Venezia quello che fu il primo nucleo librario della biblioteca "ad communem hominum utilitatem" ("per l’uso comune degli uomini"): 746 codici, di cui 482 in greco e 246 in latino. Alla morte del cardinale andarono alla biblioteca, come suo lascito, altri 250 preziosi manoscritti.

L’inventario della Marciana crebbe nei secoli sia grazie a molte altre donazioni e lasciti, sia attraverso l’incorporazione di altre biblioteche della Repubblica Serenissima. Una parte rilevante del suo patrimonio era giunta da Bisanzio dopo la caduta della città in mano ottomana nel 1453. Fu così che Venezia fu per molto tempo il centro più importante per lo studio dei classici greci, richiamando i più grandi umanisti, tra i quali va citato Aldo Manuzio.

Nel XVI secolo, la biblioteca fu definitivamente trasferita nel nuovo edificio progettato dall’architetto Jacopo Sansovino.

All’inizio del XVII secolo fu promulgata una legge per la quale ogni stampatore della Repubblica di Venezia doveva depositare una copia di ogni nuova pubblicazione alla Biblioteca Marciana, che in tal modo fu riconosciuta come biblioteca istituzionale della Repubblica Serenissima. Nel 1811 la biblioteca fu stata trasferita nel Palazzo Ducale, dove rimase per oltre un secolo. Nel 1924 fece ritorno nella sua sede storica, dove si trova tutt'ora

La Biblioteca Nazionale Marciana è specializzata in filologia classica e storia di Venezia.

Contiene una delle più pregiate raccolte di manoscritti greci, latini ed orientali al mondo. Il suo patrimonio librario consiste di:

  • 622.804 volumi a stampa
  • 2.887 incunaboli
  • 13.113 manoscritti
  • 24.069 cinquecentine

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