| In occasione dell'Anno Internazionale del Libro, promosso dall'Unesco nel 1972,la Biblioteca Apostolica Vaticana allestì nel Salone Sistino una splendida esposizione dei principali e più autorevoli manoscritti referenti il Vecchio e Nuovo Testamento, al cui ricco catalogo era stato imposto l'indicativo titolo Il Libro dei libri. Chi ebbe la fortuna nonché il privilegio, di potersi confrontare con quell'eccezionale esposizione, fu in grado di recuperare numerose pagine illustrate relative alla Parola di Cristo, nel trionfo più completo dell'arte miniaturistica, nell'armonia più insigne della tradizione: una vetrina ed insieme una sintesi della storia dell'evangelizzazione, con momenti di suggestione diversa, dato l'affollarsi delle pagine più rappresentative nelle qualila Parola di Nostro Signore accresceva il Suo valore carismatico. Insieme trovarono sapiente collocazione versioni greche, ebraiche, orientali e latine, dal IV al XV secolo, ciascuna con i testimoni più famosi, fino ad arrivare alla prima edizione membranacea della Bibbia latina, stampata probabilmente fra gli anni 1454/1456 da J. Gutenberg a Magonza, su due colonne con caratteri incisi ed impressi in maniera superba imitante la scrittura gotica libraria tedesca ed ornata dopo la stampa dalla rubricazione e dalle miniature. Non poteva che essere questo, d'altronde, il primo libro stampato in senso assoluto, quello stesso libro che, come per le testimonianze manoscritte così frequenti negli scriptoria antichi, continua ancora oggi in edizioni più o meno di lusso ad avere il maggior riscontro del pubblico a dispetto delle mode e dei tempi. A distanza di circa trent'anni da quell'eccezionale avvenimento, ecco che un nuovo prodotto dell'umano sapere, in cui variegate esigenze risultano ben armonizzate dalla cultura scientifica più aggiornata, ci consente di ripercorrere la straordinaria fortuna che il Libro dei libri ha avuto nei secoli dal Medioevo al Rinascimento. |